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AZIONE NAZIONALE,VINCE IL NO,VINCE IL SUD

Napoli, 15 ottobre 2016 - "La vittoria del No al referendum  costituzionale  sarà  un punto di svolta fondamentale per ripristinare la sovranità popolare nel nostro Paese, per rilanciare il Sud come motore di sviluppo dell'Italia e per un centrodestra rinnovato ed unito che torni alla guida del Paese". E' quanto è emerso dalla manifestazione promossa a Napoli da Azione Nazionale con la partecipazione del coordinatore regionale Pietro Diodato, del Portavoce territoriale Salvatore Ronghi, del coordinatore di Napoli Capitale Enzo Rivellini, dei componenti del direttivo nazionale Gabriella Peluso e Marco Cerreto, dei presidenti dei Comitati per il No Sovranità Popolare e Sud in Costituzione, Angelo Scala e Carmine Ippolito, del portavoce nazionale Fausto Orsomarso e dei promotori Gianni Alemanno e Giuseppe Scopelliti. "Con la vittoria del Sud potranno gettarsi le basi per tornare a nuove elezioni ed eleggere un nuovo Parlamento ed un nuovo Governo che riporti il Sud al centro dell'agenda politica del Paese" - ha detto Ronghi  - per il quale "è fondamentale ripartire da una vera riforma costituzionale che preveda il Mezzogiorno in Costituzione per le sue specificità storiche, economiche e socio-culturali e per rilanciare i grandi temi per lo sviluppo del Meridione: le infrastrutture, la fiscalità di vantaggio, la valorizzazione della risorsa-giovani". Nel tavolo di confronto, cui hanno preso parte gli esponenti di FI Stefano Caldoro, della Lega Nord Giancarlo Giorgetti, dei Conservatori e Riformisti Raffaele Fitto, sono state affrontate le motivazioni del No al referendum costituzionale. "Con la vittoria del no potrà aprirsi la strada per l'approvazione di una vera e seria riforma della Costituzione - ha detto Alemanno - che ha aggiunto: "a tale scopo abbiamo presentato una proposta di legge costituzionale per abolire il Senato e per sostituirlo con un'Assemblea costituente che dia vita ad una riforma costituzionale che migliori la Costituzione, riduca realmente i costi e riavvicini i cittadini alle istituzioni con l'introduzione  dell'elezione diretta del Presidente della Repubblica, del Sud in Costituzione, della costituzione delle Macro Regioni e particolarmente della Macro Regione Meridionale". "Azione Nazionale punta sui grandi valori di questa parte politica: l'identità nazionale, la legalità, il lavoro, la famiglia, il rilancio dei grandi temi etici necessari per portare l'Italia fuori dalla crisi economica, sociale e morale" - ha detto Orsomarso - per il quale "il no al referendum può e deve essere l'occasione per un centrodestra rinnovato ed unito che riparta da essi. Noi ci siamo e siamo fortemente in campo - ha concluso - ,  per questo  stiamo lavorando per ricostruire il polo identitario e sovranista nel centrodestra e per ritornare alla guida del Paese". Il portavoce nazionale ha, quindi, annunciato che Azione Nazionale terrà il suo primo Congresso Nazionale dal 10 al 12 febbraio a Roma. 

26/10/2016

NAPOLI CAPITALE E IL CANDIDATO SINDACO GIANNI LETTIERI SIGLANO ACCORDO

 Napoli, 2 maggio 2016 – Enzo Rivellini e Gianni Lettieri hanno siglato il Documento politico programmatico di “Napoli Capitale” con il quale il candidato sindaco si impegna ad integrare il proprio programma di governo per la città e a realizzare le proposte di “Napoli Capitale”.

La firma congiunta è avvenuta stamani in conferenza stampa, in cui i promotori di “Napoli Capitale” hanno anche presentato il nuovo simbolo della lista che sosterrà Lettieri al Comune, entrando in coalizione, mentre per le Municipalità “Napoli Capitale” presenterà le proprie liste ovunque.

“Napoli Capitale sarà determinante per porre fine alle amministrazioni di sinistra che hanno disastrato la nostra città e per dare una svolta totale alla Città Metropolitana di Napoli – ha detto Rivellini – specificando che il suo “non è un passo indietro ma un passo laterale, fatto per senso di responsabilità verso una città che necessita di un progetto politico più ampio e aggregante e alla luce di un percorso nazionale che vede la nascita di una Destra moderna, aperta e di governo in un rinnovato centrodestra”.

“Napoli Capitale imprime al programma del candidato sindaco Lettieri quei valori fondamentali di Destra da cui necessita ripartire per la rinascita della città – ha sottolineato Salvatore Ronghi -  : l’identità nazionale e territoriale, la sicurezza, la legalità, il lavoro, i valori etici, la cura delle fasce deboli, la centralità del Sud. Con i nostri valori, andiamo a caratterizzare il programma di governo per la città”.

“Saremo determinanti per vincere e per il buon governo della città attraverso il nostro valore politico e attraverso le nostre proposte che il Lettieri ha sottoscritto tese, innazitutto, alla valorizzazione della storia, dell’arte e della civiltà di Napoli” – ha aggiunto Pietro Diodato.

 Il Documento politico-programmatico di Napoli Capitale prevede, tra le sue linee politico-programmatiche per il futuro della città: il  “Patto della Sovranità di “Napoli Capitale” che rende protagonista Napoli sia  nei confronti del Governo regionale  che nazionale attraverso il rilancio  delle eccellenze del territorio e affinchè siano traino per lo sviluppo del Sud; il “Patto per la Legalità e per la Sicurezza” per riportare alla “normalità i quartieri della città, divenuti  “far west” ad opera della camorra e della criminalità organizzata, contribuendo a potenziare gli strumenti a disposizione delle Forze armate e delle Forze dell’ordine;   il “Patto per il Lavoro e per lo Sviluppo” che conduca alla approvazione di una Legge Speciale per il Lavoro a Napoli.

Altro tema al centro dell’attenzione, il Decentramento delle funzioni e dei servizi verso le Municipalità per la creazione di veri e propri Municipi  e per far nascere l'Assemblea delle Municipalità di Napoli; la delocalizzazione delle infrastrutture culturali e dei servizi a beneficio delle aree periferiche della città per dare nuovo slancio e nuova luce alle aree disagiate; la  rivitalizzazione dello “Struscio Napoletano” quale tipicità sociale e strumento di aggregazione comunitaria dei Napoletani, attraverso il rilancio dei temi della vivibilità, della viabilità, della rigenerazione urbanistica per trasformare l’intera città Napoli in un polo turistico  attrattivo di rilievo europeo e mondiale, l’ampliamento dell'area pedonale turistica da Piazza del Plebiscito al Porto di Napoli passando per Piazza Municipio  e via Toledo per creare un grande area turistica collegata al Centro Storico e per rivitalizzare le aree commerciali e  la vivibilità; la creazione di Aree pedonali per il ricongiungimento di Piazza Garibaldi, anche attraverso la installazione di tapis roulant, alla City volte a dinamizzare le attività manageriali, professionali e delle attività produttive; la valorizzazione culturale e urbanistica del Centro Storico, anche con il recupero del Progetto Sirena, e la rivitalizzazione delle imprese e del commercio adeguata  ad una “città del terziario”.  

Gabriella Peluso

18/10/2016

SINDACATO 2.0,UN NUOVO MODELLO SINDACALE

SINDACATO 2.0, UN NUOVO MODELLO SINDACALE PER COALIZIONE IN DIFESA DEI LAVORATORI

Roma, 11 novembre 2015 -  “Il coordinamento e la unitarietà dell’azione sindacale per dare vita ad una ‘coalizione’ in difesa dei lavoratori e ad un nuovo modello sindacale non verticistico ma di base, che faccia sinergia per la crescita economica e per lo sviluppo dell’Italia, per riportare i grandi temi – la disoccupazione, la povertà, i diritti dei lavoratori, la tutela delle famiglie – al centro del dibattito politico-sindacale, per favorire la partecipazione dei lavoratori e dei cittadini tutti”: è l’iniziativa emersa dal convegno promosso dall’Associazione “Nuove Socialità”, tenutosi oggi a Roma.  Attraverso il confronto tra sindacalisti e politici, si delinea il “Sindacato 2.0” , un nuovo modello sindacale fondato sulla partecipazione e sulla centralità dei lavoratori e delle categorie, e quindi, sul “rovesciamento della piramide”. Non più, dunque, il modello verticistico e distante dalle realtà territoriali e dai problemi dei luoghi di lavoro delle confederazioni, ma un sindacato rappresentato dalle categorie e dei territori, che, rafforzando il proprio ruolo di piazza e di proposta, accoglie la sfida della rappresentatività e rilancia sul tema della partecipazione.  

Tra i partecipanti al convegno, il presidente di Nuove Socialità Salvatore Ronghi, il segretario della Ugl Comunicazioni Salvatore Muscarella, il Segretario della Ugl Telecomunicazioni, Stefano Conti, il segretario di Fismic Roberto Di Maulo, il Segretario di Fast Trasporti Pietro Serbassi, il Segretario di Federazione Intesa Francesco Prudenzano, il Segretario del Coordinamento Sicurezza Unione Generale Lavoratori, Antonio Scolletta, il sen. Maurizio Gasparri (FI), il sen. Maurizio Sacconi (Ncd), il deputato Marco Di Lello (Pd), il consigliere regionale del Lazio Adriano Palozzi (FI).

“La crisi economica e finanziaria, le scelte europee ed una precisa volontà politica volta a demolire i corpi intermedi hanno determinato un solco tra i lavoratori e i sindacati e tra la politica e i sindacati, un solco nel quale è finito il sindacato che il premier Renzi sta attendendo “al varco” con la legge sulla rappresentatività, finalizzata a ridurre il numero dei sindacati e a limitare la loro sfera di azione solo ai casi di effettiva rappresentanza dei lavoratori” – ha spiegato Ronghi, nell’introdurre i lavori. Per il Presidente di Nuove Socialità “i sindacati di categoria devono uscire dall’angolo e dimostrare di saper essere protagonisti della nuova sfida che guarda al futuro puntando sulla radicale trasformazione del modello sindacale ed una nuova strategia improntata alla qualità dell’azione sindacale e alla capacità di tornare in piazza per ribellarsi allo schiacciamento dei diritti dei lavoratori e per sostenerne i diritti. Non più manifestazioni “politiche” utili solo a chi le promuove, ma manifestazioni di volontà tese a riportare al centro dell’attenzione della politica i lavoratori e il mondo del lavoro”.

“Un nuovo modello sindacale, dunque, che rimette al centro il lavoratore e ridimensiona le strutture confederali, anche in termini di risorse, a favore delle categorie e dei territori, superando il criterio della “maggiore rappresentatività confederale” che si è rivelato distante dal territorio e dalle categorie, verticistico e lontano dai problemi della base dei lavoratori e delle realtà lavorative ed è ormai considerato superato dagli stessi lavoratori – ha evidenziato Muscarella.  “Si è aperta e deve spalancarsi una fase nuova che vede la centralità e il protagonismo delle categorie a  cui vanno destinate le risorse derivanti dalla fiducia espressa dai lavoratori, in quanto più vicine alle esigenze di questi ultimi. Risorse, dunque, ma non solo in termini economici, ma anche in termini di risorse umane rappresentate da una nuova classe dirigente sindacale di alta qualità capace di rappresentare al meglio i lavoratori, di tornare alla militanza sindacale indispensabile per tutelare il mondo del lavoro e di formulare nuove proposte di contenuto e di qualità sui tavoli di confronto con la parte datoriale e con le Istituzioni” – ha aggiunto Di Maulo.  Al centro del dibattito la contrattazione di secondo livello “sempre più centrale nel rapporto tra le controparti e sempre più incentrata sulla qualità della proposta e sulla maggiore aderenza alle specifiche esigenze di ciascuna categoria e di ciascuna realtà lavorativa, con i diritti fondamentali demandati alla contrattazione nazionale, e la puntuale definizione del rapporto di lavoro affidata interamente alla contrattazione decentrata ed aziendale” – ha rimarcato Serbassi. Dal nuovo modello sindacale alla legge sulla rappresentatività che sta prendendo forma in Parlamento “che non impone soltanto una capacità rappresentativa numerica, ma anche una capacità rappresentativa degli scenari economici e sostanziale, ovvero una visione strategica complessiva dei grandi temi dell’economia e del lavoro ed un coordinamento delle azioni di politica sindacale e di proposta tesa alle politiche attive del lavoro” – ha sottolineato Prudenzano. “Il nuovo modello sindacale pone le basi per dare vera attuazione alla partecipazione e all’art. 46 della Costituzione “per far sì che i lavoratori siano protagonisti dei processi produttivi e del processo di sviluppo del Paese” ha evidenziato Conti. “Il nuovo modello sindacale mette in campo un'azione di prossimità e di territorio, che tenga sempre meno conto delle diversità di tipologie contrattuali per far riferimento al contesto urbano ed alle opportunità di fare sistema per la crescita lo sviluppo e la sicurezza – ha sottolineato Scolletta – che ha ricordato come, proprio nel comparto della Sicurezza, si giochi una delle più importanti partite della democrazia e della libertà nell’esercizio dei diritti sindacali da parte degli agenti delle Forze dell’Ordine. Ciò non solo per garantire quello che è un diritto primario, ma anche per fronteggiare le “aggressioni” alla libertà sindacale di questa categoria di lavoratori, aggressioni che, talvolta, sono provenute proprio dalla politica”.

 Gabriella Peluso 

 

30/12/2015