Ronghi (Sud Protagonista): carceri, delocalizzare Poggioreale in area periferica

 

Ioia (C.D.O.): garantire vivibilità e assistenza sanitaria

 

Napoli, 31 luglio 2018 – “Sono trascorsi due anni da quando l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando, annunciò di voler  alienare  San Vittore,   Regina Coeli  e  Poggioreale ‘affinchè scontare la pena non sia, come invece, molto spesso, è attualmente, una punizione aggiuntiva per via del sovraffollamento e delle strutture irrimediabilmente antiche. Una tortura più che una rieducazione, soprattutto quando fa troppo caldo o fa troppo freddo e una piccola cella deve ospitare più detenuti di quanti ce ne potrebbero stare”. Da allora, su queste strutture carcerarie – sulle quali, da tempo, abbiamo lanciato il nostro grido di allarme, e, particolarmente, su Poggioreale, è calato di nuovo il silenzio ed il buio, sfociati, di recente, nell’ennesimo suicido nell’istituto penitenziario di Napoli che somiglia, sempre più, ad un ‘mostro’ che uccide. Va ancora riconosciuto il ruolo importante della Polizia Penitenziaria perché se e vero che in questo primo semestre ci sono stati ben 24 suicidi nelle carceri italiane, è altrettanto vero che ne sono stati sventati oltre 500 a dimostrazione dell’ottimo la voro svolto dagli operatori delle carceri”.

E’ quanto ha affermato il Segretario Federale di “Sud Protagonista”, Salvatore Ronghi, che, stamani, ha tenuto una conferenza stampa davanti all’ingresso del carcere di Poggioreale, insieme con il presidente dell’Associazione ex detenuti, Pietro Ioia, e il segretario di Cnal, Mario Marmora.

“Il carcere di Poggioreale ha gravi ed incolmabili deficit innanzitutto sul piano strutturale ed è per questo che esso è un totale fallimento dal punto di vista della rieducazione della pena e del reinserimento sociale dei detenuti e, quindi, è un ‘mostro’ da ‘abbattere – ha sottolineato Ronghi – che ha aggiunto: “come movimento politico, ne proponiamo la delocalizzazione in un’area periferica e la sostituzione con un edificio moderno, con spazi adeguati per i detenuti e per svolgere tutte quelle attività necessarie al reinserimento nella vita sociale. La delocalizzazione del carcere sarebbe utile, inoltre, per la riqualificazione del quartiere di Poggioreale, con grandi benefici economici e sociali per il territorio della municipalità, un progetto alternativo che presenteremo alle Autorità territoriali a settembre prossimo”.

“L’ennesimo suicidio di un detenuto e il recente crollo del solaio su una parente che si era recata in visita nel carcere la dicono tutta sullo stato di fatiscenza e di abbandono del carcere – ha sottolineato Ioia –, per questo Chiediamo al nuovo Ministro della Giustizia, di fare presto a chiudere Poggioreale e ad aprire nuove strutture carcerarie a Napoli e nelle altre città, ricordando che la pena deve essere rieducativa e non punitiva ai limiti della privazione della dignità. Per questo – ha aggiunto - da oggi avvieremo una raccolta firma indirizzata al Presidente della Repubblica per la delocalizzazione del carcere di Poggioreale perchè non vogliamo aspettare altri morti e altri crolli affinchè le istituzioni assumano questa decisione. Continuo a domandare del perché a Poggioreale è vietato ammalarsi? Perché l’ASL di competenza non garantisce il diritto alla salute? Perché bisogna sprecare l’utilizzo di risorse umane e finanziarie per portare all’esterno detenuti che poptrebbero essere curati nel carcere ma senza ricorrere alla “pillola di Padre Pio” ? 

 Il carcere di Poggioreale va chiuso perché  non risponde ai requisiti essenziali umani e urbanistici e il governo non può aspettare oltre – ha concluso Marmora –, inoltre ci sono carenze gravissime nell’organico della Polizia Penitenziaria per rafforzare la quale si deve assumere con urgenza e liberare i lavoratori da turnazioni   insopportabili e  adeguare le loro retribuzioni che non sono corrispondenti all’attività lavorativa svolta.  Poggioreale non è un inferno solo per i detenuti – ha concluso - ma anche per gli operatori di Polizia e per quelli sociali”.  

 

Musica: ok mozione canzone napoletana patrimonio Unesco

 

 

 

 

 

(ANSA) - NAPOLI, 31 LUG - La canzone classica napoletana patrimonio Unesco.

 

Punta a far riconoscere "O sole mio", "O surdato 'nnammurato" come bene immateriale dell'umanità, la mozione, approvata dal Consiglio regionale della Campania, presentata da Armando Cesaro, capogruppo di Forza Italia, che ha raccolto un invito da Salvatore Ronghi, segretario federale di "Sud protagonista".
 

La mozione propone il rilancio della canzone classica napoletana, a partire dal presupposto che questo tipo di canzone "è patrimonio culturale di tutti".
Nel testo della mozione si chiede anche di rilanciare il Festival della Canzone napoletana, nato nel 1952. E, accanto alla canzone napoletana, la mozione impegna la Giunta a far riconoscere anche il teatro partenopeo come bene immateriale

dell'umanità.(ANSA).

Campania: approvata mozione musica napoletana patrimonio Unesco -2-

 

 

 

 

La proposta è stata approvata dal Consiglio Regionale


Napoli, 31 lug. (askanews) - "E' il primo passo per il raggiungimento di questo importante obiettivo ma anche per il rilancio della canzone classica napoletana attraverso la riedizione, in versione internazionale, del Festival di Napoli".
Così il Presidente del Gruppo regionale di Forza Italia, Armando Cesaro, ed il Segretario Federale di "Sud Protagonista",
Salvatore Ronghi, a margine dell'approvazione di oggi, all'unanimità, della mozione proposta dal Capogruppo regionale
campano di Forza Italia che impegna la Giunta "a riconoscere e considerare quale patrimonio orale e immateriale dall'alto valore attrattivo culturale e turistico della Campania, la Canzone Classica Napoletana e a sostenerla anche attraverso il rilancio del Festival della Canzone Napoletana che nasce nella città
partenopea nel 1952.


"Il Consiglio ha condiviso questa importante iniziativa che ha il merito di creare le condizioni per riportare all'antico splendore il teatro e la canzone classica napoletana, grande patrimonio culturale della nostra città, noto e amato in tutto il mondo ma trascurato nel nostro territorio e che ora potrà contribuire al rilancio culturale, economico e sociale del nostro territorio", ha sottolineato Cesaro.
"Il Comitato Direttivo per il riconoscimento del teatro e della canzone classica napoletana come patrimonio Unesco, che abbiamo costituito e di cui fanno parte autorevoli esponenti del mondo della cultura, dell'informazione e della produzione locale, sarà portatore di questo immenso valore e aprirà il confronto con la Regione affinché essa sposi questo importante progetto che potrà essere occasione di rilancio per i grandi artisti della canzone classica napoletana che, da decenni, vivono e combattono a Napoli e in Campania", ha concluso Ronghi.

Al Presidente della Regione Campania

 

On. Vincenzo De Luca 

 

 

Egregio Presidente, 

grazie al Consiglio Regionale della Campania, che ha fatto propria la proposta di “Sud protagonista” e ha approvato, all’unanimità, la Mozione per il riconoscimento del teatro napoletano e della canzone classica napoletana come patrimonio immateriale dell’umanità e per il rilancio del Festival di Napoli, il nostro Movimento politico continua la battaglia per mettere in campo un progetto condiviso per rilanciare questo grande patrimonio culturale e, quindi, anche l’economia di Napoli, della Campania e dell’intero Sud. 

Stamani, nel giorno in cui ricorrono i 97 anni dalla morte del grande tenore internazionale Enrico Caruso, abbiamo presentato il programma delle attività del “   Comitato Popolare per la Promozione del teatro e della canzone classica napoletana come bene immateriale riconosciuto dall’UNESCO”, in una partecipata conferenza stampa che si è tenuta al “Gran Caffè Gambrinus”, luogo storico delle tradizioni, della cultura e del teatro e della canzone classica napoletana.

Il Comitato, composto da uomini di cultura, dell’impresa e delle professioni che amano la cultura napoletana e campana, terrà la sua prima iniziativa il 7 settembre, alla quale è invitato ufficialmente, giorno in cui si ricorderà anche la Festa di Piedigrotta, per poi proseguire in un serrato ed intenso di percorso finalizzato ad ottenere il riconoscimento dell’Unesco e per dare vita ad una forte sinergia che possa riportare il teatro e la canzone classica napoletana ad essere protagonisti della scena culturale ed artistica regionale e mondiale. 

E’ un grande progetto rispetto alla quale la Regione Campania non può restare a guardare.

Per questo Le lanciamo la nostra "sfida": lavorare insieme per rilanciare il teatro e la canzone classica napoletana; far rinascere il Festival di Napoli, come evento internazionale della RAI; sostenere i nostri Teatri, quali poli attrattivi culturali e turistici; aprire veramente il Trianon, alla città, consentendo a tutti gli artisti napoletani di esibirsi nel teatro del culto della napoletanità e ‘palestra’ per compagnie amatoriali e giovani attori, per il rilancio dell’arte della sceneggiata napoletana e di nuovi talenti canori.

Siamo certi che vorrà raccoglierla   nell’interesse di Napoli, della Campania e dell’intero Sud. 

 

             Distinti saluti.

 

 

Napoli, 2 agosto 2018                                                   Il Segretario Federale

                                                               di “Sud Protagonista”

                                                                 Salvatore Ronghi

Ronghi: giustizia minori, bene plenum CSM a Napoli

 

 

Napoli, 10 settembre 2018 – ‘Sud Protagonista’ plaude all'iniziativa del CSM di riunire, in via del tutto eccezionale, il proprio plenum sull'emergenza criminale che riguarda i minori, domani, a Napoli, dando un forte segnale di attenzione da parte dello Stato per uno dei problemi più critici che attanaglia la capitale del Sud Italia”.

E’ quanto afferma il Segretario Federale di “Sud Protagonista”, Salvatore Ronghi, insieme con il Responsabile delle politiche contro il “Disagio giovanile” del movimento civico, Luciano Pietrosanti.

 

“Napoli è in piena emergenza sicurezza, come dimostra il drammatico fenomeno delle “stese” che si ripete ormai quotidianamente, e che vede protagonisti giovani criminali che, spesso, sono innanzitutto essi stessi le vittime di ambienti criminali che li priva, fin da bambini, di ogni possibilità di scelta– sottolineano Ronghi e Pietrosanti.

 

“Per questo – concludono - tra le proposte di ‘Sud Protagonista’, ci sono quelle di privare i criminali della potestà genitoriale sui propri figli  e  di abbassare la soglia della età imputabile in quanto, oggi, purtroppo, le derive criminali vedono protagonisti ragazzi che hanno un’età al di sotto dei quattordici anni e che vanno recuperati immediatamente alla società anche attraverso il procedimento giudiziario e lo scopo rieducativo della pena”.