EX AN: NAPOLI,CANDIDATO SINDACO SIA SCELTO CON PRIMARIE

 

 “Scegliere il candidato Sindaco del centrodestra a Napoli attraverso le primarie”: è la proposta lanciata oggi da Pietro Diodato, Enzo Rivellini,Salvatore Ronghi e Andrea Santoro in una manifestazione pubblica promossa dalle rispettive Associazioni Area Blu, Mezzogiorno di Fuoco, Nuove Socialità e Azione Nazionale.

“Napoli non ha bisogno di sindaci autoreferenziali e autocandidati ma necessita di un vero progetto politico, ispirato ad un’un’idea forte di Città Capitale e, solo successivamente, di scegliere ‘le gambe’ che  dovranno condurlo – hanno sottolineato i quattro esponenti dell’ex Alleanza Nazionale  –, un progetto politico nitido, condiviso dalla base e partecipato da chi conosce i grandi drammi della nostra città, dalla disoccupazione alla povertà alla mancanza di sicurezza, che, partendo da chiari punti di riferimento valoriali sappia aprirsi alla città, alle diverse proposte e sappia includere”.

 “Le primarie sono fondamentali per garantire la partecipazione democratica e affinchè sia la città a scegliere il candidato di coalizione ed anche per aggregare il centrodestra attorno ad un vero progetto politico” – sottolineano Ronghi, Diodato, Rivellini e Santoro.

Per definire tale progetto politico i quattro protagonisti dell’iniziativa annunciano la costituzione dei Forum tematici sulle grandi questioni della città, con la partecipazione delle Municipalità, dei territori e dei corpi intermedi. Dal lavoro dei Forum sarà delineato il progetto politico per “Napoli Capitale” e si darà vita alla presentazione di una confederazione di liste civiche rappresentativa delle istanze popolari e sociali”.

Lavoro, legalità, visione etica della politica e dell’amministrazione della cosa pubblica, sono i valori fondanti per rilanciare la ‘grande sfida’ dell’Area Metropolitana, in termini di sviluppo, di economia, di trasporti, di innovazione tecnologica e di cultura e comunicazione, e per giungere al capoluogo partenopeo come “Capitale del Sud”.

All’iniziativa hanno partecipato numerose associazioni e movimenti civici ed altri esponenti della politica tra cui Gennaro Nocera, Franco D’Ercole, Francesco Landolfi, Pasquale Viespoli.

Landolfi ha sottolineato che “la destra napoletana deve farsi carico di rilanciare il grande progetto di Napoli Capitale che era proprio di una destra positiva e di governo”; infine, Viespoli che ha evidenziato “la partecipazione e la passione che c’è in questo evento dimostra che la strada vincente, con la fine dei partiti, è quella dei movimenti civici che oggi riescono a riportare alla luce del sole la centralità della politica, indispensabile per riempire di contenuto sociale e politico l’amministrazione pubblica. Credo che da oggi nasce un nuovo percorso politico in Campania”. 

Napoli, 21 dicembre 2015                                          Gabriella Peluso 

CONFERENZA DI PECHINO: A VENT'ANNI DA EVENTO, QUESTIONI IRRISOLTE

Era il 30 agosto 1995 quando, a Pechino, si aprivano i lavori della 4° Conferenza ONU sui diritti della donna con 5.307 delegati ufficiali e 3.824 rappresentanti di Ong. Un grande evento, anche mediatico, con 3.200 operatori dei media e 4.041 giornalisti provenienti da 124 Paesi di tutto il mondo.

La Conferenza di Pechino segnò la svolta nell’approccio alla tutela dei diritti delle donne facendo nascere una fondamentale novità: la differenza di genere come leva per affrontare le dodici aree critiche per la condizione femminile identificate nella Piattaforma d’azione: povertà, istruzione e formazione, salute, violenza contro le donne, conflitti armati, economia, potere e processi decisionali, meccanismi per favorire il progresso, diritti fondamentali, media, ambiente, bambine.

Con l'adozione di questa nuova piattaforma i governi si sono impegnati a tenere conto della dimensione sessuale in tutte le loro decisioni e strategie: ex ante dovrebbe sempre essere svolta un'analisi degli effetti che essi avranno su uomini e donne, e sulle loro necessità.

Questioni ancora oggi irrisolte e che continuano a frenare l’ascesa delle donne nel lavoro e nella società, questioni sulle quali istituzioni e politica risultano ancora inadeguate nel creare le necessarie condizioni per il rispetto e la piena applicazione delle pari opportunità. E mi riferisco principalmente alle discriminazioni che ancora permangono nei luoghi di lavoro dove le donne, spesso più preparate, più colte, più competenti, percepiscono retribuzioni al di sotto di quelle maschili e non raggiungono i ruoli di vertice. Così come a quella discriminazione determinata dalla mancanza di condizioni per la conciliazione lavoro/famiglia che costringono, ancora oggi, tantissime donne a dover scegliere tra l’uno e l’altra, quasi sempre sacrificando il primo. Un dramma che colpisce soprattutto le Regioni del Sud e le famiglie economicamente e culturalmente disagiate.

Deficienze istituzionali che si trasformano in opportunità perdute per la nostra società che viene privata del lavoro, della qualità e della sensibilità delle donne e che le espongono alla violenza di uomini che utilizzano l’assenza di autonomia economica in arbitrio e sopraffazione.

E allora, a vent’anni dalla Conferenza di Pechino, dopo decenni di legislazioni, convegni ed iniziative, è ancora immenso il cammino da compiere per sfondare il soffitto di cristallo e realizzare le pari opportunità che costituiscono un patrimonio innanzitutto culturale e morale per il nostro Paese.

Gabriella Peluso

 

 

 

 

“DONNA E” E “NOTE DI NAPOLI” PRESENTANO CANDIDATE “NAPOLI CAPITALE”

Napoli, 4 maggio 2016 –   Le Associazioni culturali “Donna e” e “Note di Napoli”  hanno presentato le proprie candidate al Comune di Napoli e nelle Municipalità nella lista “Napoli Capitale” a sostegno del candidato sindaco Gianni Lettieri.

“Crediamo fortemente nel valore e nelle capacità delle donne in politica e nelle Istituzioni e siamo orgogliosi di presentare la squadra delle nostre candidate schierata per il futuro della nostra città – ha spiegato la Presidente di “Donna e”, Gabriella Peluso, che ha sottolineato: “abbiamo messo in campo donne rappresentative dei diversi settori produttivi della società, provenienti dal mondo delle professioni, dell’impresa, della scuola, del terzo settore, studentesse, disoccupate, a testimonianza di quei talentuosi ‘cervelli’ che troppo spesso sono costretti ad abbandonare il nostro territorio per mancanza di opportunità. La nostra associazione offre, mettendo in campo le proprie risorse umane, il proprio contributo alla rinascita della Città Metropolitana di Napoli”.

Tra di esse l’artista della canzone classica napoletana Anna Merolla, che sarà in campo alle prossime elezioni comunali con duplice mission: “affermare il valore e la capacità delle donne nel Consiglio comunale di Napoli e valorizzare il mondo della cultura e della musica nell’ambito di un progetto di sviluppo turistico dell’intera Città Metropolitana” – ha spiegato, sottolineando che “saprò dare voce particolarmente ai quartieri più disagiati e periferici e alle fasce deboli ed accentuare le risorse culturali ed artistiche del territorio, quale volano di sviluppo turistico, economico e occupazionale”.

Alla conferenza stampa, hanno preso parte anche il capolista di “Napoli Capitale”; Andrea Santoro, che ha rimarcato “i nostri forti valori di Destra che ispirano Napoli Capitale e rappresentano un serio e aperto programma di governo della città per il quale abbiamo scelto le risorse migliori, donne e giovani che credono nella politica come generosità e spirito di servizio”, e Bianca D’Angelo, già assessore regionale alle politiche sociali che ha sottolineato “la battaglia politica di libertà e di valore che sta conducendo Napoli Capitale e l’importante scelta di considerare il mondo femminile strategico per la rinascita della città di Napoli”.

Dopo gli interventi delle candidate Cinzia Buonocore, Maria Flocco, Francesca Lanese e Flora Brandimarte, le conclusioni sono state affidate ai promotori di “Napoli Capitale”, Salvatore Ronghi, Pietro Diodato ed Enzo Rivellini che hanno rimarcato “grande soddisfazione per un progetto politico aperto ed aggregante che coinvolge tante risorse sane e pulite della città e che proseguirà per una Destra moderna, aperta, femminile e di governo e per un nuovo centrodestra che possa tornare alla guida dell’Italia”. 

SINDACATO 2.0 SERVE LEGGE RAPPRESENTANZA

Roma, 11 novembre 2015 - Le nuove sfide del sindacato 2.0 tra contrattazione di secondo livello e rappresentanza. Questo il tema che è stato oggi al centro dell'iniziativa promossa a Roma  dall'associazione 'Nuove Socialità'. "Le questioni sociali sono la  spina dorsale del nostro paese", ha detto Salvatore Ronghi, presidente di 'Nuove Socialità' aprendo i lavori. Per Ronghi sono "la spina  dorsale anche i corpi intermedi come il sindacato che ad oggi è sotto  attacco perché non è stato in grado di adeguarsi ai tempi. Il  sindacato confederale è rimasto legato agli anni '50, la nostra sfida  è invece quella di leggere i tempi e rappresentare i lavoratori". Per Ronghi "le confederazioni sono oggi un peso per il rilancio  economico, il vero sindacato sono le categorie che ci mettono la  faccia nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro. Ci vuole un sindacato  snello, un sindacato dei lavoratori e non un sindacato dei sindacalisti". All'appuntamento è intervenuto anche il segretario generale della Fismic, Roberto Di Maulo. "Non siamo qui per costruire un partito o un altro sindacato, ma piuttosto siamo un gruppo di amici che non vogliono morire né confindustriale e né Cgil Cisl e Uil e, quindi,  siamo qui per avviare un confronto su ciò che c'è da fare per il mondo del lavoro". Secondo Di Maulo serve un intervento Legislativo sulla rappresentanza, una vera riforma visto che in Italia non è possibile un'autoriforma". In conclusione per Di Maulo va  superata "la giungla contrattuale e negoziale esistente oggi e il contratto deve essere erga omnes, deve valere cioè per tutti". Al convegno è intervenuto anche il deputato Marco Di Lello che ha  apprezzato lo spirito della riflessione "che tocca il tema ineludibile della riforma del sindacato nel suo complesso". Secondo Di Lello "oggi viviamo in un mondo molto diverso ed è naturale che anche tutele e  rappresentanze sono cambiate". Secondo l'ex ministro del Lavoro e attuale presidente commissione  Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, "non è un sindacato moderno  quello che vuole ancora cambiare il mondo, ma lo è quello che opera a   favore dei propri associati. Le organizzazioni confederali vanno in  direzione opposta a questo e, quindi, c'è bisogno di organizzazioni  che non rimangano ancorate allo Statuto del 1970". Gabriella Peluso   

RONGHI: NASCE FRONTE ITALIANO LAVORO E PARTECIPAZIONE

Roma, 10 ottobre 2017 – “Nasce il Fronte Italiano per il Lavoro e la Partecipazione, un Movimento che intende superare l’attuale modello del ‘sindacato dei sindacalisti’ per dar vita al sindacato che, oltre  alla difesa dei lavoratori e dei pensionati, si preoccupa dei disoccupati e dei precari, per favorire la piena occupazione e la qualità del lavoro anche attraverso la “partecipazione” dei lavoratori all’impresa”. E’ quanto ha annunciato il Coordinatore Nazionale, Salvatore Ronghi, nella conferenza stampa tenuta, oggi, alla Camera dei Deputati, insieme con il portavoce Francesco Catuogno  e i Segretari Generali dei numerosi sindacati autonomi di categoria che hanno costituito il coordinamento F.I.L.P. Sono intervenuti alla conferenza stampa il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta, la Vice presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Renata Polverini, il Segretario nazionale del Movimento Nazionale per la Sovranità, Gianni Alemanno. Hanno partecipato alla conferenza stampa i Segretari Generali dei sindacati autonomi costituenti il Filp, Carmelo Cassia, Vincenzo Guidotti, Lisa Di Bonito, Fernando Cordella, Maricetta Tirrito, Mauro Marini, Antonio De Falco, il Presidente e il Vice Presidente dell’Associazione piccole imprese Conapi, Basilio Minichiello e Giuseppe Fontanarosa. “L’attuale modello sindacale è fuori dai tempi ed appare sempre più sindacato/azienda anzichè movimento dei lavoratori, inoltre, da qualche decennio, esso ha perso la capacità di tutelare i diritti dei lavoratori e di contribuire ad azioni politiche che potessero creare nuova occupazione” – ha spiegato Ronghi, per il quale “altro tema centrale è quello della trasparenza: non si può pretendere di essere organismo di rappresentanza sociale se si continua ad essere poco trasparenti  – ha sottolineato il Coordinatore Nazionale di Filp, che ha aggiunto: “da queste considerazioni, parte la nostra proposta: attuare l’art. 39 della Costituzione con la registrazione e il riconoscimento della personalità giuridica dei sindacati, sancire l’obbligo della trasparenza dei propri bilanci; approvare una legge sulla rappresentatività dei sindacati,  ma anche delle associazioni datoriali, per accertarne la reale forza rappresentativa”.